|
L’icona è immagine e presenza
dell’Invisibile. Questa
affermazione può essere non compresa dall’uomo di
oggi. Come si può comprendere allora l’icona?
Distinguendo l’icona da ogni altra immagine,inserita
nella storia, nella tradizione e nella liturgia.
Affronteremo quindi gli argomenti teologici che
determinano la discussione e il contrasto di cui
l’iconoclastia* che colpisce il cuore della fede
cristiana: il senso dell’incarnazione. Se la lotta
tra iconoclasti e difensori delle immagini si è
spinta fino al martirio,è perché difendendo o
condannando il culto delle icone,si difendeva o si
rinnegava la fede cristiana. Secondo la concezione
iconoclastica,è impossibile rappresentare Dio, gli
iconoclasti si rifanno alla proibizione dell’Antico
Testamento,dove le immagini non sarebbero che degli
idoli per questo ci fu il rifiuto delle immagini.
San Germano patriarca di Costantinopoli e San
Giovanni Damasceno mostrano che ,con
l’Incarnazione,questa proibizione è stata abolita.
Poichè ora Dio è apparso nella carne ed è vissuto
tra gli uomini,posso rappresentare ciò che è
visibile in Dio.
Non venero la materia,ma
venero il Creatore della materia,che per me si è
fatta materia,che ha assunto la vita nella materia e
che per mezzo della materia ha realizzato la mia
salvezza.
Quando si parla del lavoro
dell'iconografo,non si dice «dipingere»ma dal greco
gràphein(grafia) quindi «Scrivere». Come la parola
scritta, l'icona insegna la verità cristiana: è una
teologia in immagini. L'immagine rappresenta ciò che
la scrittura insegna con la parola .

Nell'iconografia
sacra il colore ha un importanza fondamentale nella
rappresentazione dei soggetti. l colore non può
essere considerato un semplice mezzo di decorazione,
ma fa parte del linguaggio che tende ad esprimere il
mondo trascendentale,verso l'alto. Come per i
simboli ogni colore è legato un significato,nulla
viene messo a caso, ma aiuta a descrivere e a
mettere in risalto la vita le opere e il messaggio
della buona notizia tutto concorre al bene
dell'uomo. |